L’ INULA VISCOSA: DA ERBACCIA A RISORSA!

Chi ha la fortuna, rientrando in macchina dal lavoro, di passare su strade di campagna, avrà sicuramente notato in questo  periodo dell’anno una particolare e caratteristica fioritura gialla. L’Inula viscosa, questo è il suo nome, è una specie sempreverde che ha attratto la nostra attenzione per proporre una singolare sperimentazione. Pianta mellifera, utilizzata nella cultura popolare come antiemorragico, ha avuto oggi una grande riqualificazione anche in campo agricolo: da pianta infestante a ottimo deterrente delle mosca olearia nell’olivicoltura biologica. Ad attrarre la nostra attenzione però, non sono state queste proprietà  ma la sua grande capacità di “colorare”.

Le piante tintorie sono una delle nostre ultime passioni, ci piace usarle per la realizzazione di quadri ma anche per tingere tessuti, lana e lino.

In questo post, tralasceremo la descrizione delle caratteristiche botaniche per dare invece maggiore spazio all’attività proposta.

L’arte tintoria, che prevede l’uso di colorante estratto da essenze erbacee, affonda le sue radici nel lontano Neolitico, periodo in cui nasce anche l’arte della tessitura, testimoniata oltre che dalla presenza di pesi per telaio e fusaiole anche dalle rappresentazioni incise sulle pareti rocciose in Val Camonica.


Ma come si tinge con le piante?

Con questa attività proveremo a ripercorrere la strada dei nostri antenati per abbellire ed impreziosire i nostri filati.

Per sperimentare avrete bisogno di:

  • 100 gr di  lana di pecora
  • 300 gr di Inula Viscosa
  • 1 pentola d’acciaio (da non utilizzare in cucina)
  • 1 cucchiaio di legno (da non utilizzare in cucina)

 

 


Procedimento

Pesate un etto di lana in matassa che avrete preventivamente mordenzato (vedi “mordenzatura”, in basso). Pesate tre etti di fiori  di Inula fresca e fateli bollire in acqua per circa un’ora. Filtrato il bagno di colore immergete al suo interno la matassa mordenzata, aggiungete dell’acqua fino a coprire tutto il filato e fate bollire per un’altra ora. Terminata l’operazione, risciacquate abbondantemente.

Ecco a voi il risultato:


LA MORDENZATURA

La mordenzatura è la fase preparatoria di un  filato, di origine animale o vegetale, al processo di tintura e permette di dare stabilità al colore.

La mordenzatura può avvenire attraverso l’utilizzo di diversi elementi:

  • sali minerali di origine naturale o sintetica (come l’allume di potassio)
  • tannini estratti dalle piante

Per trattare la nostra lana usiamo l’allume di potassio.

Fasi per effettuare la mordenzatura:

  • pesare la lana asciutta
  • pesare il 20% d’allume di potassio rispetto al peso del filato
  • sciogliere bene l’allume in un litro d’acqua

Procedimento. Bagnare la lana con acqua corrente e inserirla in una pentola contenente il liquido precedentemente preparato (acqua e allume); quando lo stesso raggiunge la temperatura di 80° circa, spegnere e lasciare ancora la lana a bagno per circa 1 ora, quindi risciacquare con acqua tiepida evitando shock termici.