Visite guidate, uscite didattiche e viaggi di istruzione rappresentano da sempre, per alunni e studenti di ogni età, il momento più atteso dell’anno scolastico. Per i docenti le uscite sul territorio sono un’occasione per mettere in atto la cosiddetta didattica decentrata, per collegare l’esperienza scolastica alle risorse presenti sul territorio, per effettuare verifiche e/o approfondimenti di quanto è stato fatto o resta ancora da fare. Per entrambi rappresenta un momento di condivisione unico e di crescita personale che spesso contribuisce a rafforzare il rapporto speciale che c’è tra alunni e insegnanti. In ogni caso, si tratta di un’opportunità educativa e didattica da considerarsi come parte integrante del percorso formativo.

La scelta delle destinazioni avviene agli inizi dell’anno scolastico, ma nella maggior parte dei casi è solo a gennaio che si definiscono i dettagli delle uscite programmate solitamente per la primavera. La formula maggiormente scelta è quella della visita guidata e/o uscita didattica di una sola giornata. Organizzare un’uscita di un giorno non è complicato, tuttavia ci sono una serie di fattori da tenere presente per far sì che sia un’esperienza indimenticabile, nell’accezione positiva del termine.

Conoscere alcuni aspetti dell’organizzazione è fondamentale e la nostra esperienza nel campo ci ha insegnato a non dare nulla per scontato. Gli anni di collaborazione con i tanti Istituti scolastici ci hanno portato a considerare che bastano poche e semplici “regole”, che vogliamo condividere con voi, per organizzare al meglio un’uscita didattica.

Di seguito qualche piccolo suggerimento per organizzare la vostra uscita.

  • GIOCARE D’ANTICIPO

Scelta la destinazione, l’unico modo per ridurre al minimo le problematiche, pur sempre in agguato, è definire ogni singolo aspetto con largo anticipo. Innanzitutto garantirsi fin da subito la disponibilità dei genitori a mandare i propri figli in “gita” e sostenere i costi che essa, inevitabilmente, comporta. Il passo successivo è prenotare, direttamente o avvalendosi di agenzie specializzate, i siti che si intendono visitare.

I grandi attrattori come gli scavi di Pompei, Ercolano, il Colosseo ecc… già a dicembre hanno scarsa disponibilità di turni di ingresso. Si può temporeggiare un po’ in più nel caso di siti minori. Se entro fine novembre, inizi dicembre siamo stati così bravi da mettere tutti d’accordo, sicuramente riusciremo a trovare anche la disponibilità del pullman. Perché sì, senza il pullman non si va da nessuna parte. Se chiamiamo le agenzie di noleggio a marzo difficilmente ci daranno disponibilità nel giorno che abbiamo scelto (dopo aver fatto un lungo lavoro per conciliare le esigenze di tutti) e questo ci costringerà a ricominciare daccapo.

 

  • DESTAGIONALIZZARE

Se programmiamo le visite guidate e le uscite didattiche in primavera perché pensiamo di garantirci una splendida giornata di sole, siamo costretti a ricrederci. Soprattutto negli ultimi anni abbiamo avuto primavere piovose e inverni miti con giornate soleggiate. Decidere di concentrare tutto il turismo scolastico in soli due mesi, che si trasformano in pochi giorni – escludendo la settimana di vacanze pasquali, i ponti, le prove invalsi, il limite entro il quale poter effettuare uscite (che ogni scuola in virtù dell’autonomia stabilisce) altri impegni precedentemente inseriti in calendario – significa congestionare il settore all’inverosimile, con una ricaduta in termini negativi sulla qualità del servizio offerto. Lunghissime code alle biglietterie, con conseguente perdita di tempo; ambienti sovraffollati dove non è possibile soffermarsi neanche un minuto in più; tensione dei docenti che nella confusione temono di perdere di vista i propri alunni e quant’altro,  rischiano di trasformare quella che dovrebbe essere un’esperienza formativa in un vero e proprio incubo.

Sono tantissimi i siti, come i musei ad esempio, che è meraviglioso visitare di inverno. Arrivare in biglietteria senza fare file chilometriche ed essere accolti col sorriso; poter godere appieno del patrimonio di inestimabile valore di cui il nostro paese è ricco; soffermarsi per analizzare un’ opera; confrontarsi attivamente per un percorso di conoscenza e crescita reale, per  tornare a casa con la certezza di sapere qualcosa in più e l’entusiasmo di volerlo raccontare. Per non parlare, da un punto vista strettamente pratico, della disponibilità di servizi e aree per il pranzo al sacco, senza dover necessariamente ricorrere ad una struttura d’appoggio, gravando ulteriormente sul costo complessivo In alcuni casi diventi quasi obbligatorio far riferimento ad un ristorante/pizzeria, sia per il pranzo che per i servizi, perché molti siti, non sono adeguatamente attrezzati per rispondere alle esigenze dei gruppi scuola che affluiscono numerosi in determinati periodi. Destagionalizzare le uscite, pertanto, permette anche un notevole risparmio in termini economici.

 

  • OTTIMIZZARE I TEMPI

Sappiamo che le uscite di una sola giornata sono estremamente stancanti perche spesso si vogliono far vivere numerose esperienze ai bambini/ragazzi. E’ preferibile concentrarsi, invece, su poche cose con attività di qualità, che abbiano cioè una reale valenza in termini di ricaduta didattica sugli alunni. E’ pur vero che da sempre per i ragazzi la “gita” è un momento di condivisone e di svago, ma se si scelgono luoghi e attività mirate l’esperienza non sarà ricordata solo per le risate tra compagni di classe.

Per ottimizzare i tempi, non dimentichiamo che l’obbligo dei controlli da parte della polizia municipale costringe molto spesso a ritardare la partenza, è preferibile quindi scegliere destinazioni non troppo lontane, per evitare di trascorrere la maggior parte del tempo sul pullman. A questo togliamo le pause per la merenda, i servizi, il pranzo e l’irrinunciabile acquisto dei gadget, e ci accorgiamo che il tempo a nostra disposizione è davvero poco. Vale la pena sfruttarlo al meglio.

 

4- CONTENERE I COSTI

Quella economica è sicuramente la parte più spinosa della questione. Riuscire a garantire la qualità del sevizio, dall’aspetto organizzativo a quello strettamente didattico, con prezzi molto bassi è un’impresa ardua. Forse, ma questo è un punto di vista assolutamente soggettivo, è preferibile ridurre il numero totale di uscite e privilegiare poche esperienze mirate che lascino il segno. Un giusto rapporto costo/qualità è quello che tutti cerchiamo quando acquistiamo un prodotto/servizio e soprattutto la soddisfazione e la certezza di aver “investito” correttamente i nostri soldi. Soddisfazione, nel caso di un’uscita didattica, vuol dire mettere al centro il bisogno di apprendimento dell’alunno/studente in un contesto che non sia quello dell’aula; per il docente significa poter offrire ai propri alunni un’esperienza significativa e raggiungere gli obiettivi prefissati, non solo in termini di curricolo ma anche di crescita personale. Ed infine, ma non in ordine di importanza, la soddisfazione dei genitori nel sapere di aver dato ai propri figli un’opportunità che spesso costa molti sacrifici. Fare questo richiede – da parte di tutti gli attori che partecipano all’ideazione e alla conduzione di percorsi didattici – lavoro, passione ed un unico obiettivo comune: la formazione dei ragazzi .

Senza pretendere di essere stati esaustivi, speriamo solo di avervi dato qualche piccola dritta per rendere più semplice e proficuo il vostro lavoro.

Buon lavoro a voi e buon lavoro a noi!

Marianna Cascio